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BiomedCorallo della Dott.ssa Viviana Corallo

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allergie

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Allergie ed intolleranze alimentari
rientrano nella categoria delle reazioni avverse agli alimenti, che comprende, a sua volta, tutte le malattie ed i disturbi causati dall'ingestione di determinati cibi, additivi o contaminanti alimentari.
Nonostante molte persone manifestino reazioni avverse a determinati cibi, le malattie allergiche vere e proprie sono meno comuni di quanto si possa pensare, anche se il numero di persone che soffrono di allergie alimentari è in continuato aumento. Un problema importante, dunque, che attualmente colpisce circa il 2-7% degli adulti ed il 6-13% dei bambini.
Risulta essere invece maggiore l'incidenza delle intolleranze alimentari (quella al lattosio, per esempio, raggiunge, in alcune etnie, valori superiori al 90%)
ALLERGIE ALIMENTARI
L'allergia alimentare è un fenomeno molto complesso, che comincia con una prima fase, detta di "sensibilizzazione". Questa situazione si instaura quando l'organismo viene a contatto con una o più proteine di origine alimentare e, non riconoscendole appartenenti a sé, le etichetta come pericolose. Di conseguenza, inizia a produrre anticorpi specifici, appartenenti alla classe IgE, per tentare di neutralizzarle. Le IgE si legano agli allergeni coinvolgendo nella loro azione specifiche cellule che provocano reazioni come starnuti, rinocongiuntivite, asma, tosse, gonfiori, orticaria. La fase di sensibilizzazione è clinicamente silente ma, da questo momento in poi, ogni qualvolta l'organismo entrerà in contatto con l'antigene verso cui è sensibilizzato, scatenerà la cosiddetta reazione allergica. Una reazione allergica può scatenarsi entro pochi minuti dall'assunzione di un determinato alimento o gruppo di alimenti (da 2-3' a 30-120') a volte anche in modo violento. Sostanze allergizzanti possono essere presenti negli alimenti di origine animale come pesci, crostacei, molluschi, uovo e negli alimenti di origine vegetale come frumento, mais, lievito e soia. Come precedentemente accennato, una caratteristica peculiare delle allergie alimentari è che, una volta sensibilizzato l'organismo, è sufficiente una minima dose di antigene per determinare la reazione allergica, che in taluni casi può risultare piuttosto violenta e pericolosa per la salute. L'individuo allergico deve quindi stare particolarmente attento a limitare il più possibile i contatti con l'alimento verso cui si è sensibilizzato. Una forma di allergia alimentare molto diffusa quella al nichel.

INTOLLERANZE ALIMENTARI

Dal momento che una "semplice" intolleranza alimentare può causare alcuni sintomi tipici delle allergie alimentari - come nausea,
vomito, diarrea e crampi addominali - molte persone tendono a confondere i due termini. In realtà, le intolleranze alimentari, a differenza delle allergie, sono sempre legate ad una dose alimentare, che ogni individuo dovrebbe conoscere per evitare di sorpassarla. Un'altra differenza fondamentale è che nell' intolleranza alimentare non viene mai coinvolto il sistema immunitario, anche se in molti casi la sintomatologia, per certi aspetti sovrapponibile a quella delle allergie, lascia pensare il contrario. Nella maggior parte dei casi, l'intolleranza alimentare è legata a disfunzioni di tipo enzimatico, quindi alla carenza o alla mancanza di enzimi necessari per digerire talune sostanze; particolarmente noto è il deficit di lattasi, una proteina necessaria per la digestione dello zucchero del latte e la cui carenza porta alla diffusissima intolleranza al lattosio. Altra intolleranza sempre più diffusa , nota con il nome di celiachia, è quella al glutine, proteina presente in grande quantità in molti cereali.

FATTORI DI RISCHIO DELLO SVILUPPO DELLE ALLERGIE E DELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI

Ereditarietà: la predisposizione genetica a sviluppare reazioni allergiche per ingestione o inalazione di allergeni, è più frequente nelle famiglie con soggetti allergici; ciò non significa che le allergie alimentari si tramandino di generazione in generazione secondo le leggi di Mendel, ma che i figli di genitori allergici hanno una maggiore probabilità di svilupparle.

Fascia d'età: Quando un bambino nasce, il suo sistema immunitario è ancora incompleto. Uno svezzamento troppo precoce può quindi determinare l'insorgenza di allergie alimentari, innanzitutto perché la funzionalità enzimatica non è completa (alcune proteine non vengono perfettamente digerite) ed in secondo luogo perché la mucosa intestinale non è ancora pienamente efficiente e può lasciarsi attraversare dagli antigeni alimentari; analogo discorso per il sistema immunitario. Per cui quello che è considerato patologico in età adulta (scarsa funzionalità dei sistemi enzimatici e ridotta risposta immunitaria) è estremamente comune nel periodo neonatale. Non è quindi un caso che la maggior parte delle allergie si verifichi nel primo periodo di vita (in età pediatrica l'allergia alimentare più comune si sviluppa nei confronti del latte vaccino).

CURA E TERAPIA
Le intolleranze possono essere individuate dal nutrizionista elaborando una dieta di esclusione, basa sull'eliminazione dell'alimento o del gruppo di alimenti sospetti, per un periodo variabile da caso a caso. Se in questo periodo i sintomi scompaiono e gli alimenti sospetti vengono individuati, potranno essere successivamente reintrodotti nella dieta, uno per volta, in piccole quantità, e aumentate gradualmente fino a stabilire la dose massima che non causa la manifestazione d'intolleranza.
Nel caso in cui un allergia o un intolleranza alimentare è già nota, il supporto professionale del nutrizionista sarà quello di introdurre nella dieta, ove possibile, alimenti sostituitivi dell'alimento non tollerato o verso cui l'organismo è sensibilizzato e se si tratta di alimenti ritenuti fondamentali o irrinunciabili dal paziente (es. latte, grano o pomodoro) il nutrizionista farà in modo, dopo un opportuna dieta ad esclusione, di stabilire la quantità massima introducibile senza che si manifesti l'intolleranza.


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