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BiomedCorallo della Dott.ssa Viviana Corallo

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diabete

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Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a
un'alterata quantità o funzione dell'insulina. L'insulina è l'ormone, prodotto dal pancreas, che consente al glucosio l'ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Quando questo meccanismo è alterato, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

DIABETE TIPO I

Riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell'infanzia o nell'adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. La velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l'insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti (in questi rari casi si parla di una forma particolare, detta LADA: Late Autommune Diabetes in Adults).

DIABETE TIPO 2

È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. In tal caso il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell'organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso.
Anche per il diabete tipo 2 esistono forme rare, dette MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), in cui il diabete di tipo 2 ha un esordio giovanile e sono stati identificati rari difetti genetici a livello dei meccanismi intracellulari di azione dell'insulina.

Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l'iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.

FATTORI DI RISCHIO CHE POSSONO CONTRIBUIRE ALLO SVILUPPO DEL DIABETE

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con
l'età, in caso di familiarità, con la presenza di sovrappeso e obesità e con la mancanza di attività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione "primaria", cioè interventi in grado di prevenire l'insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell'applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali.


IL RISCHIO NON MODIFICABILE

Età: oltre il 60% dei diabetici in Italia ha un età superiore ai 65 anni.Negli ultimi anni si registra l'esordio del diabete in età più giovane.
Familiarità: avere familiari consanguinei con diabete

IL RISCHIO MODIFICABILE

Sovrappeso e obesità: circa l'80% delle persone diabetiche sono obese. Particolamente importante è l'obesità localizzata nell'addome (obesità addominale) misurabile con la circonferenza vita. Un girovita superiore a 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne indica
la localizzazione del grasso in sede addominale e ciò comporta un rischio elevato di sviluppare complicanze metaboliche.

Scarsa attività fisica: una regolare attività fisica è indispensabile per prevenire e controllare meglio il diabete, per mantenere o diminuire il peso corporeo e, in generale, per mantenersi in salute. Non è necessario andare in palestra o fare sforzi impegnativi: l'importante è praticare un'attività fisica adeguata al proprio fisico e all'età, per almeno trenta minuti al giorno.

SEGNI E SINTOMI DI ESORDIO DEL DIABETE

La sintomatologia di insorgenza della malattia dipende dal tipo di diabete. Nel caso del diabete tipo 1 di solito si assiste a un esordio acuto, spesso in relazione a un episodio febbrile, con sete (polidipsia), aumentata quantità di urine (poliuria), sensazione si stanchezza (astenia), perdita di peso, pelle secca, aumentata frequenza di infezioni.

Nel diabete tipo 2, invece, la sintomatologia è più sfumata e solitamente non consente una diagnosi rapida, per cui spesso la glicemia è elevata ma senza i segni clinici del diabete tipo 1.

COMPLICANZE DEL DIABETE

Il diabete, se non adeguatamente controllato, può determinare gravi complicanze acute o croniche. Le complicanze acute sono più frequenti nel diabete tipo 1 e sono in relazione alla carenza pressoché totale di insulina. In questi casi il paziente può andare incontro a coma chetoacidosico, dovuto ad accumulo di prodotti del metabolismo alterato, i chetoni, che causano perdita di coscienza, disidratazione e gravi alterazioni ematiche.

Nel diabete tipo 2 le complicanze acute sono piuttosto rare, mentre sono molto frequenti le complicanze croniche che riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici.
" Retinopatia diabetica: è un danno a carico dei piccoli vasi sanguigni che irrorano la retina, con perdita delle facoltà visive. Inoltre, le persone diabetiche hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie oculari come glaucoma e cataratta
" nefropatia diabetica: si tratta di una riduzione progressiva della funzione di filtro del rene che, se non trattata, può condurre all'insufficienza renale fino alla necessità di dialisi e/o trapianto del rene
" malattie cardiovascolari: il rischio di malattie cardiovascolari è da 2 a 4 volte più alto nelle persone con diabete che nel resto della popolazione causando, nei Paesi industrializzati, oltre il 50% delle morti per diabete.
" neuropatia diabetica: è una delle complicazioni più frequenti e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità si manifesta a livelli diversi nel 50% dei diabetici. Può causare perdita di sensibilità, dolore di diversa intensità e danni agli arti, con necessità di amputazione nei casi più gravi. Può comportare disfunzioni del cuore, degli occhi, dello stomaco ed è una delle principali cause di impotenza maschile
" piede diabetico: le modificazioni della struttura dei vasi sanguigni e dei nervi possono causare ulcerazioni e problemi a livello degli arti inferiori, soprattutto del piede, a causa dei carichi che sopporta. Questo costituisce la prima causa di amputazione degli arti inferiori di origine non traumatica
IL DIABETICO DEVE TENERE SOTTO CONTROLLO LA PRESSIONE SANGUIGNA E LIPIDI NEL SANGUE

Le complicanze croniche del diabete possono essere prevenute o se ne può rallentare la progressione attraverso uno stretto controllo di
" pressione sanguigna: nei diabetici c'è un aumentato rischio di malattia cardiovascolari, quindi il controllo della pressione sanguigna è particolarmente importante, in quanto livelli elevati di pressione arteriosa rappresentano già un fattore di rischio. Il controllo della pressione sanguigna può prevenire l'insorgenza di patologie cardiovascolari (malattie cardiache e ictus) e di patologie a carico del microcircolo (occhi, reni e sistema nervoso)
" controllo dei lipidi nel sangue: anche le dislipidemie rappresentando un aggiuntivo fattore di rischio per le patologie cardiovascolari. Un adeguato controllo del colesterolo e dei lipidi (HDL, LDL e trigliceridi) può infatti ridurre l'insorgenza di complicanze cardiovascolari, in particolare nei pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare.

L'ALIMENTAZIONE NEL DIABETICO: NON PRIVAZIONI MA SCELTE CORRETTE

La parola dieta per un diabetico suona come restrizione o sofferenza, invece deve essere intesa come comportamento corretto, consapevole e duraturo dello stile alimentare. Duraturo significa praticabile e "sostenibile giornalmente", poiché un comportamento alimentare corretto deve essere rappresentato da una serie di azioni pratiche e quotidiane, che possono garantire un compenso metabolico protratto nel tempo.
La dieta del soggetto con diabete, definita negli USA Medical Nutrition Theraphy, cioè terapia medica nutrizionale, è una componente essenziale per la cura del diabete, in quanto, ha l'obiettivo di ridurre il rischio di sviluppare le temibili complicanze legate alla malattia in particolare le malattie cardiovascolari. Un comportamento alimentare corretto ed equilibrato mira a mantenere i valori di glucosio, di lipidi plasmatici e i livelli della pressione arteriosa il più possibile vicini alla normalità.
In linea di massima, si raccomanda che la dieta includa carboidrati, proteine e lipidi assunti in maniera equilibrata attraverso un adeguata misurazione ed un uso alternativo. Evitare l'uso di saccarosio, sostituibile con dolcificanti. Come per la popolazione generale, si raccomanda di consumare cibi contenenti fibre. Riguardo i grassi, è importante limitare il loro apporto giornaliero, con particolare limitazione ai grassi saturi e al colesterolo.

L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE


Il diabete è oggi considerato un importante fattore di rischio cardio-vascolare. Ciò si desume dal fatto che i diabetici presentano una frequenza di infarto del miocardio, di ictus cerebrale e di insufficienza arteriosa periferica in misura da due a quattro volte superiore rispetto ai non diabetici.
La prevenzione del diabete e della patologia correlata deve essere perciò un obiettivo prioritario. A tal proposito, acquistano un particolare valore i risultati di due studi:
¢ il "Diabetes Prevention Program" o "Dpp" eseguito negli Stati Uniti
¢ il "Finnish Diabetes Prevention Study" chiamato anche lo "Studio Finlandese"
entrambi hanno dimostrato in maniera molto efficace che una modifica dello stile di vita, consistente in una correzione quantitativa e qualitativa del regime alimentare e nell'esecuzione giornaliera di un moderato esercizio fisico, in rapporto con l'età e la condizione generale di ciascuno, è in grado di prevenire la comparsa di diabete in soggetti portatori di una semplice intolleranza al glucosio.

I diabetici tipo 1 hanno necessità di regolare in maniera più stretta la terapia insulinica all'apporto dietetico e all'attività fisica, mentre per i diabetici tipo 2, che in genere sono anche in sovrappeso o obesi, assume maggior importanza un adeguato stile di vita che comprenda riduzione dell'apporto calorico, soprattutto dai grassi, e aumento dell'attività fisica per migliorare glicemia, dislipidemia e livelli della pressione arteriosa.





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