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BiomedCorallo della Dott.ssa Viviana Corallo

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il secondo cervello

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COSÌ FUNZIONA IL "SECONDO CERVELLO" DELL'UOMO: L'INTESTINO

Due occhi, due braccia, due gambe e due cervelli, uno pulsante in testa e l'altro attivissimo nella pancia. L'intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l'intestino è la sede di un "secondo cervello".
Il "secondo cervello", proprio come il primo, è una vasta banca di programmi comportamentali, pronti a scattare in base alle esigenze digestive del momento: che si tratti di un panino, di un cibo inconsueto o di una rigida dieta l' altra mente sa sempre come reagire, attivando gli enzimi giusti per alimentare al meglio l'organismo. Il "cervello intestinale" gestisce da solo ogni aspetto della digestione, lungo il percorso dall'esofago allo stomaco, fino all'intestino e al colon, utilizzando gli stessi strumenti della "mente nobile", vale a dire una rete di circuiti neuronali, il cui direttore d'orchestra è la serotonina, neurotrasmettitore messaggero del benessere, rilasciata dall'intestino in seguito a stimoli esterni (es. immissione di cibo, suoni , colori) ed a input interni (es. emozioni e abitudini).


ESISTE UN LEGAME TRA DIGESTIONE E PROBLEMI EMOTIVI


E' stata dimostrata l'esistenza di un asse pancia-testa: la serotonina tiene continuamente aggiornata la testa su quanto avviene nella pancia attraverso un viaggio che avviene dal basso verso l'alto mediante messaggi inconsci, che vengono percepiti solo quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere. Quanti hanno sperimentato la sensazione del "fastidio nello stomaco" durante una conversazione stressante o un esame? E' solo un esempio delle emozioni della pancia, come nausea, paura, ma anche dolore e angoscia. Il sistema nervoso enterico (secondo cervello) comunica con quello centrale (primo cervello), e quando l'intestino soffre, la persona ne risente anche a livello psichico.
La prova? Ci sono disturbi digestivi, come la gastrite, il colon irritabile, il meteorismo, la stitichezza, la diarrea e l'alvo alterno che si manifestano sia nel primo che nel secondo cervello, quindi nella scatola cranica e nella pancia. Sintomi e danni si riflettono l'uno nell'altro, come in un sorprendente gioco di specchi che non smette mai di mescolare anomalie psichiatriche e anomalie digestive.

GLI SQUILIBRI ALIMENTARI SONO LA PRIMA CAUSA DEI DISTURBI CHE ALTERANO IL DIALOGO TRA FUNZIONE GASTRO-INTESTINALE E CERVELLO

Un alimentazione ricca di cibi raffinati ed additivi, ad alto contenuto di grassi saturi e basso di fibre nonché l'introduzione di pochi liquidi, vitamine e sali minerali interferiscono negativamente sul funzionamento del sistema digestivo. Una dieta quantitativamente e qualitativamente disequilibrata favorisce l'instaurarsi di una condizione di disbiosi, cioè rottura dell'equilibrio tra flora batterica intestinale ed intestino stesso con conseguente alterazione dell'assorbimento intestinale. In tali condizioni i messaggi che l'intestino invia alla mente sono pessimi ed influenzano negativamente l'umore. Il cattivo funzionamento del "cervello intestinale", determina inevitabilmente un senso di malessere mentale, nonché un malessere generale che influisce sul rendimento psicofisico.

I SINTOMI DEL "CERVELLO INTESTINALE" ANDATO IN TILT

Quando l'intestino non è più capace di governare in piena autonomia le delicate funzioni della complessa macchina digestiva si percepiscono singolarmente o contemporaneamente i seguenti sintomi:

  • stanchezza cronica,
  • tensione e gonfiore addominale (meteorismo),
  • bruciore di stomaco,
  • digestione lenta,
  • dolori addominali postprandiali,
  • senso di amaro in bocca,
  • svuotamento incompleto,
  • stitichezza,
  • diarrea,
  • alterazioni della frequenza dell'alvo con stipsi e diarrea
  • cefalee,
  • depressione

Ognuno di questi sintomi rappresenta un campanello d'allarme che mette al corrente che quella complessa foresta di connessioni nervose, che è il cervello intestinale, non funziona a dovere. Si tratta di disturbi che spesso vengono ignorati, ma che con il passare del tempo, invalideranno seriamente chi li percepisce.

RIATTIVATE IL VOSTRO "SECONDO CERVELLO" MEDIANTE UNA DIETA EQUILIBRATA

Importante sottolineare, quindi, che il vostro "secondo cervello" va trattato bene, in quanto l'addome non va inteso solo come un'insieme di fasci che avvolgono dei visceri, ma come un'entità molto ricettiva e sensibile che ha bisogno di ascolto sincero. Sta al nutrizionista capire l'origine dei messaggi che il vostro intestino manda, notare eventuali disordini alimentari e procedere dapprima alla regolarizzazione del transito intestinale, per passare poi al ripristino della flora batterica e dell' integrità funzionale dell' intestino. Sarà sempre compito del nutrizionista condurvi ad uno stile di vita più salubre soprattutto sotto il profilo alimentare, in quanto errate scelte alimentari, sbagliate modalità di preparazione dei cibi favoriscono indubbiamente l'instaurarsi di una condizione di disbiosi intestinale.
Una dieta equilibrata che tenga "pulito" l'intestino permette soprattutto al sistema nervoso ed agli altri organi di funzionare e reagire meglio nel loro processo di naturale autocura, il quale parte proprio dall'intestino.
E' ormai accertato che l'addome crea l'atmosfera per la testa, che è la "banca delle emozioni" che raccoglie tutte le reazioni e i dati.?Il cervello dell'addome insomma racconta la sua versione al cervello della testa, che crea il suo "profilo emotivo" e prepara un "letto di sensazioni", anche per la notte. Infatti, durante la fase R.E.M. del sonno, quando produce onde dolci e si popola di sogni, anche le viscere iniziano a ondeggiare grazie alla serotonina. "Dopo una cena pesante non si fanno brutti sogni?" Questo è un altro esempio della comunicazione tra il cervello intestinale e quello pensante.
Parola d'ordine, dunque: ripristinare il "secondo cervello" perché la vostra salute mentale può dipendere molto da come trattate il vostro intestino!

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