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BiomedCorallo della Dott.ssa Viviana Corallo

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il tuo sovrappeso affrontiamolo insieme

Visita Nutrizionale



L'obesità, e non il semplice sovrappeso, è un fattore importante di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari, aterosclerosi, ipertensione arteriosa, diabete o resistenza insulinica con intolleranza glucidica, artrosi, patologie respiratorie, calcolosi, disordini associati alla comparsa della Sindrome Metabolica.
A seconda della gravità della condizione, l'aspettativa di vita nella popolazione severamente obesa è
ridotta di 9 anni nelle donne e di 12 anni negli uomini. In considerazione della realtà dei fatti l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)ha riconosciuto l'obesità come una vera e propria patologia.
E' un fenomeno sociale e culturale, che riguarda entrambi i sessi, tutte le fasce di età e le classi sociali e non è più una piaga esclusiva dei paesi industrializzati ma anche di molti di quelli in via di sviluppo.

Il sovrappeso e l'obesità sono indubbiamente figli della nostra società. In Italia come nella maggior parte dei paesi europei e degli USA la "malattia obesità"
è sicuramente presente ed in pieno sviluppo. Ci troviamo di fronte a questa preoccupante emergenza che necessita di interventi come la prevenzione, la diffusione di nuove abitudini alimentari e di un corretto stile di vita, e la cura efficace e duratura dei casi esistenti.
Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi "
mangia troppo" è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard.
Da tempo è stabilita l'esistenza di una predisposizione genetica all'obesità, alcuni individui, infatti, portano con sé alcuni "errori funzionali" a livello delle sequenze di DNA responsabili della tendenza all'aumento del volume di contenuto corporeo adiposo.

L'obesità è come abbiamo detto una vera e propria patologia spesso ad eziologia multifattoriale quindi l'intervento terapeutico dovrà prendere in considerazione tutte le variabili implicate nella sua insorgenza.
Se ci fosse una dieta adatta e corretta per tutti i soggetti forse non saremmo qui a parlarne, ma
purtroppo la "dieta" efficace per tutti non esiste; bisogna adattare e rendere sempre più "ad personam" il piano nutrizionale prescritto.
E' importante ricordare che è preferibile perdere qualche chilo in meno del previsto ma riuscire a mantenere nel tempo i risultati ottenuti e contemporaneamente imparare a conoscere il proprio corpo, a mangiare e ad alimentarsi in modo corretto sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Sicuramente la società in cui viviamo non sempre ci è di aiuto nell'evidenziare che la bellezza non sta nell'eccessiva magrezza, che ci sono diverse
strutture corporee, che non tutte le persone "devono" avere un corpo da indossatrice e che l'indossatrice non è l'esempio da raggiungere..
esistono bellezze superiori in "qualche chilo in più" e quasi mai esistono bellezze in "qualche chilo in meno".

ESISTONO TIPI DIVERSI DI OBESITA'

In base alla patogenesi l'obesità si distingue in:
obesità essenziale che è la forma per la quale non è stata ancora oggi identificata l'esatta patogenesi, anche se le varie ipotesi al riguardo coinvolgono fattori genetici, metabolici, nutrizionali, sociali e culturali
obesità secondaria dovuta a cause genetiche, ipofisarie, endocrine, neuroendocrine ed ipotalamiche, forme psicogene, uso ed abuso di farmaci.

Tutti questi dati confermano che non esiste una dieta adattabile a tutte le persone, alla base di ogni piano nutrizionale deve esserci un metodo ed un approccio terapeutico sempre più personalizzato

STRATEGIE DI ADATTANENTO ALLA CONDIZIONE DI OBESITA'
Nell'affrontare l'obesità, mettiamo in atto una serie di comportamenti: possiamo negare l'evidenza del problema, riderci sopra, pensare ad altro oppure accertarne l'esistenza e prepararci a fronteggiarne gli aggravamenti.

AFFRONTANDO UN PROBLEMA, OGNUNO DI NOI TENDE AD UTILIZZARE COMPORTAMENTI DIVERSI: NELLA GESTIONE DELL'OBESITÀ, ALCUNI DI QUESTI RISULTANO "UTILI ED EFFICACI", ALTRI "INEFFICACI O POTENZIALMENTE DANNOSI"


Analizziamo insieme il complesso dei possibili atteggiamenti che ciascuno può, in maniera più o meno consapevole, mettere in atto sottolineando che
solo dall' applicazione di due di essi può dipendere il successo della gestione dell'obesità

COMPORTAMENTO ATTIVO


Tale comportamento comprende tutto ciò che il paziente può fare per affrontare e gestire il suo problema di sovrappeso: seguire un programma dietetico, seguire il programma consigliato per i controlli, monitorare il calo di peso, mettere in atto un adeguato stile di vita. Solo chi utilizza un comportamento attivo riuscirà a far entrare nella propria vita quotidiana quegli atteggiamenti utili ad affrontare il proprio problema di peso. Chi invece tende ad essere passivo e rinunciatario, incontra più difficoltà a raggiungere e mantenere il controllo della malattia.

UMORISMO

Utilizzare l'umorismo in tutte le sue sfumature (dall'ironia al sarcasmo) è un modo per distaccarsi da una situazione stressante o dolorosa. Nel paziente obeso utilizzare l'umorismo come strategia preferenziale, può portare a considerare il problema di peso come qualcosa di lontano da sé ostacolando così un approccio efficace della sua risoluzione.

PIANIFICAZIONE


E'una strategia che permette di prevedere e di programmare le azioni più utili ed efficaci (es. mangiare meno) da attuare in occasioni di eventuali situazioni critiche (es. un matrimonio). La pianificazione permette di aumentare il senso di controllo personale rispetto al sovrappeso, rendendo il soggetto più autonomo e sicuro ma solo in circostanze precise.

NEGAZIONE


Negare l'esistenza di un vero e proprio problema di salute è un meccanismo di difesa. Spesso nei casi di obesità evidente questo meccanismo non è presente nella versione estrema di "negazione del problema", ma piuttosto con modalità di sfumature, comunque rischiose per la salute, nelle quali il paziente tende a negare o a minimizzare la gravità dei sintomi (es. affaticamento) ed i rischi connessi alla mancata risoluzione del problema.

DISTACCO MENTALE


Consiste nel cercare di prender le distanze da un problema minimizzandolo, accantonandolo, pensando che si risolva da solo.

ATTEGGIAMENTO RINUNCIATARIO


Sapere di essere obesi, ma non affrontare il problema in modo concreto, può essere controproducente. L'atteggiamento rinunciatario è un fattore di rischio per il benessere del paziente, con conseguenze potenzialmente gravi per l'organismo

ACCETTAZIONE

Accettare l'obesità significa riconoscere la presenza della malattia, essere consapevoli di come sia possibile affrontarla riorganizzando le abitudini ed i comportamenti per gestire al meglio il problema.

DAL COMPLESSO DI ATTEGGIAMENTI CHE METTIAMO IN ATTO PUO' DIPENDERE IL SUCCESSO DELLA GESTIONE DELL'OBESITA'

I soggetti che tendono ad evitare o negare il fatto di essere obesi , tendenzialmente presentano un minor controllo della malattia, una maggior probabilità di incorrere in patologie sopra citate e di conseguenza una peggiore qualità della vita.
Gli "interventi educazionali" finalizzati a migliorare le strategie d'adattamento, hanno dimostrato di essere efficaci nell'aumentare la flessibilità di utilizzo delle strategie stesse, con benefici sugli obiettivi prefissati e sui livelli di benessere e salute generale. Tali interventi sono particolarmente utili al nutrizionista ed al paziente per comprendere i benefici ed i rischi connessi a ciascuna strategia in modo da poter consigliare o modificare i comportamenti e gli atteggiamenti inadeguati.
Sono certa che questo strumento possa contribuire a rendere più efficace la relazione instaurata con il mio paziente, in quanto io potrò utilizzarlo per evidenziare suoi comportamenti che possano ostacolare l'aderenza ad un piano alimentare rigorosamente personalizzato e ad uno stile di vita sano continuativo; il paziente potrà analizzare i propri atteggiamenti e comprendere quali possano favorire od ostacolare il raggiungimento del miglior controllo possibile del problema di sovrappeso.

L'IMPORTANZA DELLO SVILUPPO DI UNA RELAZIONE COLLABORATIVA E DI FIDUCIA TRA ME ED IL MIO PAZIENTE

Il trattamento del sovrappeso o dell'obesità andrà a buon fine solo se il calo di peso soddisfa le aspettative del paziente e se il paziente riesce ad acquisire strategie adeguate per mantenere nel tempo il peso perduto.
Tutti coloro che si avvarranno della mia guida saranno resi consapevoli del percorso che dovranno effettuare per raggiungere entrambi i traguardi avvalendosi principalmente delle proprie nuove capacità di scelte alimentari.
Il mio ruolo è guidare i miei pazienti nel cammino del cambiamento indicando il giusto percorso da seguire, le varie difficoltà, la gestione dei rischi, fornendo loro consigli utili a sviluppare e a mantenere nel tempo uno stile di vita attivo, presupposto essenziale non solo per la perdita, ma soprattutto, per il mantenimento del peso corporeo perduto. L'obiettivo del mio intervento, è quello di insegnare al paziente a diventare il "terapeuta del suo problema di peso" incoraggiandolo ad imparare tutte le abilità che servono per adottare uno stile di vita salutare che protegga dal rischio di sviluppare stati emotivi e fisici negativi come sbalzi di umore, stanchezza, alterazione della fame e della sazietà. In una cornice di accettazione incondizionata del paziente come persona, l'intervento esplora le sue attitudini nei confronti dell' alimentazione, riservando molta attenzione alla motivazione e alla condivisione degli obiettivi da raggiungere.
Il ruolo dei miei pazienti è quello di eseguire con impegno e costanza tutti i miei consigli. In tal modo riusciranno ad essere i protagonisti assoluti del loro cambiamento!






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